21 Mar 18 / Curiosità


Da anni ormai, le finestre sembrano essere diventate un ottimo soggetto da fotografare. Si sono cimentati in tanti in questo intento: André Vicente Gonçalves, Alper Yesiltas, Gail Albert Halaban, ma non solo.

Perché sono così numerosi i fotografi che negli anni hanno scelto proprio le finestre come soggetto delle loro opere?

La necessità di documentare ciò che ci circonda è innata nell’uomo. In origine erano i pittori a raffigurare con tinte e pennelli scene di vita, città reali o scene fantastiche, per tramandarle ai posteri. Con l’avvento della fotografia e con l’attuale accessibilità del mezzo fotografico, tutti noi quotidianamente documentiamo stralci delle nostre vita, dei nostri viaggi e dei nostri pensieri, tramutandoli in immagini bidimensionali.

La nostra vita scorre tra le vie delle nostre città, che fanno da scenografia ai nostri giorni e alle nostre settimane. A volte non ci rendiamo conto di come le facciate dei palazzi intorno a noi comunichino da sole la personalità e la storia di un’intera comunità!

Ogni città riflette il proprio carattere nei suoi edifici e nelle sue finestre: con uno sguardo un po’ più attento, diventa immediato capire una porzione di mondo complessa con un semplice colpo d’occhio.

Sono state proprio queste le riflessioni che hanno condotto il giovane fotografo portoghese André Vicente Gonçalves a realizzare “Windows of the World”, una serie di collage fotografici che ritraggono finestre di diverse città. Il progetto è ambizioso: fotografare le finestre di tutte le città del mondo.

Windows of the World - Amsterdam, Olanda (André Vicente Gonçalves) - Serramenti Torino

Windows of the World - Amsterdam, Olanda (André Vicente Gonçalves)

André crede, infatti, che proprio le finestre diano a un edificio la sua vera personalità.

Ogni architetto, ogni scuola di stile le ha pensate con determinate caratteristiche, contribuendo all'identità della città in cui sono state realizzate. Per dare una lettura oggettiva del proprio lavoro, Gonçalves lo ha organizzato in collage, uno per ogni città che ha visitato. Ogni collage restituisce esattamente l'atmosfera e le sensazioni evocate passeggiando per quel luogo. Come centotrent'anni fa le fotografie in movimento di Muybridge descrivevano l'andamento del cavallo, unendo sedici scatti differenti, quelle di Gonçalves, unendo trentadue finestre, descrivono un'intera città.

Windows of the World - Évora, Portogallo (André Vicente Gonçalves) - Serramenti Torino

Windows of the World - Évora, Portogallo (André Vicente Gonçalves)

Ma non è solo André Vicente Gonçalves l’unico fotografo ad essersi cimentato in una simile impresa. Con atteggiamento e soggetto diversi, anche Alper Yesiltas, fotografo e avvocato che vive a Istanbul ha fotografato per dodici anni una piccola finestra che vedeva affacciandosi da quella di camera sua. Yesiltas iniziò a fotografarla nel 2005 e continuò ogni giorno fino al maggio del 2017, quando l’edificio in cui si trovava venne demolito per costruirne uno nuovo.

Nel lavoro di Yesiltas sorge spontanea una domanda: il vero soggetto è la finestra o la finestra è solo il mezzo per rappresentare lo scorrere del tempo?

Gli anni che passano davanti a una finestra - Istambul (Alper Yesiltas) - Serramenti Torino

Gli anni che passano davanti a una finestra - Istambul (Alper Yesiltas)

Ma le finestre non sono solo lo specchio del carattere di una città o la tela su cui dipingere lo scorrere del tempo, sono anche quella leggera linea di demarcazione che separa senza nascondere in ambo i sensi, il nostro privato dalle nostra città. La barriera tra la sfera intima e il resto del mondo.

Quante volte, passeggiando per le città, ci è capitato di alzare lo sguardo verso una finestra illuminata immaginando e forse anche un po’ spiando le vite degli altri? Certo, il comune senso civico ci dice che non si fa, ed è forse proprio per questo ad attrarre la nostra attenzione.

Out my Window - New York (Gail Albert Halaban) - Serramenti Torino

Out my Window - New York (Gail Albert Halaban)

La fotografa statunitense Gail Albert Halaban, quando nel 2006 si trasferì a New York, decise che voleva scoprire la città osservando i suoi abitanti nell’intimità delle loro case: nacque così l’idea di “Out my Window”, una serie fotografica che mostra gli appartamenti di decine di newyorkesi visti dall’esterno. Le fotografie di Gail Albert Halaban giocano su più livelli: i protagonisti dei suoi scatti, infatti, sono le finestre, ma anche le persone all’interno e il contesto urbano che fa da sfondo alle scene.

Ed ecco presto spiegato come le finestre non sono solo un elemento architettonico che risponde ad una precisa funzione, ma anche uno specchio, una tela e uno spioncino verso un mondo complesso, fatto di persone, carattere e identità.

Out my Window - New York (Gail Albert Halaban) - Serramenti Torino

Out my Window - New York (Gail Albert Halaban)

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